Dallo scoppio della guerra in Ucraina, le quotazioni della barra d’ottone sono fuori controllo: se il 5 settembre 2018 un chilo di ottone costava 3 euro e 76 centesimi, il 29 gennaio 2021 si era passati a 5,34 euro e oggi siamo arrivati a quota 8,60 euro. Si tratta di una situazione oggettivamente insostenibile, come denunciato da alcune fra le più rappresentative aziende produttrici della rubinetteria nazionale. In un articolo pubblicato sul quotidiano “La Stampa”, si evidenzia il rischio concreto di andare fuori mercato: dopo le problematiche causate dalla pandemia, si era già innescata una spirale di rincari, che i produttori non saranno in grado di continuare ad assorbire. A questo punto, come ha sottolineato Maurizio Bellosta, Vicepresidente AVR per il settore cromato, il timore è che sia in gioco la sopravvivenza stessa di uno dei comparti che trainano l’economia nazionale.
Direttiva Case Green, le stime del Politecnico di Milano
Il 19 giugno è stato presentato l’Energy Efficiency Report 2024, realizzato dall’Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano. Di particolare interesse le stime relative agli scenari legati al recepimento della cd. “Direttiva Case Green” (EPBD) L’Italia non...









